Nel corso dei suoi cento anni, la Pro Foligno ha vissuto inevitabilmente eventi fortunati incrociati con momenti di difficoltà. Al di là dei singoli eventi, rimangono tuttavia le pietre miliari che la Pro Foligno ha lasciato in custodia alla città. Già nel 1906 ebbe a compiere una operazione coraggiosa con la fondazione della associazione di pubblica assistenza “Croce Bianca”. Continua...

Lunedì 29 maggio 2017 presentazione del volume “Il Generale Ferrante Gonzaga del Vodice”

La Pro Foligno è lieta di invitarvi alla presentazione del volume dal titolo:

IL GENERALE FERRANTE GONZAGA DEL VODICE
UN EROE NELLA STORIA DELLA CASERMA DI FOLIGNO

di Mario Timio a cura della Pro Foligno

Lunedì 29 maggio 2017, ore 17.00
Palazzo Brunetti Candiotti -  Sala dei Paesaggi
via F. Frezzi, 2/6 – Foligno (PG)
Dopo il saluto delle autorità ne parlano:
Generale di brigata Luca Covelli, Comandante della Caserma Gonzaga
Prof. Attilio Turrioni, Docente di lettere classiche

saranno presenti
On. Domenico Rossi, Sottosegretario di Stato alla Difesa
On. Adriana Galgano, Commissione Attività Produttive alla Camera
Dott. Pietro Alberto Lucchetti, Consigliere Capo Vicario della Presidenza della Repubblica
Principe Maurizio Ferrante Gonzaga del Vodice

Questo libro conclude le manifestazioni per il ventesimo anniversario della costituzione del Centro di Selezione e Reclutamento Nazionale dell’Esercito (1996-2016) che si sono svolte a Foligno.
Con l’intento di far conosere a Foligno il lato umano e professionale di un Generale, per farlo scendere da una semplice, ma significativa iscrizione sopra l’ingresso principale della Caserma, nel cuore di tutti i cittadini.
Coniugare il ruolo storico ed economico della Caserma per Foligno alla professionalità e valentia del Generale Ferrante Gonzaga del Vodice che tanto si è adoperato per lasciare un positivo segno militare e civile alla città.
Il libro si articola in vari passaggi che comprendono la storia della famiglia Gonzaga, le tradizioni familiari recenti, l’attività militare in vari contesti strategici, le iniziative per la Caserma di Foligno, le testimonianze di chi lo ha conosciuto o di chi ha ricoperto la stessa carica di Comandante nella Caserma a lui intestata nel 1954,
i rapporti di Foligno con i suoi eredi.

Editoriale aprile 2017 – Bollettino Pro Foligno

FOLIGNO MUSEO DIFFUSO
Il Corriere della Sera di giovedì 13 aprile u.s., in occasione della importante Mostra “Da Giotto a Morandi – Tesori d’arte di fondazioni e banche italiane”, a cura di Vittorio Sgarbi, che si tiene a Perugia a Palazzo Baldeschi fino al 15 settembre, ha ospitato un intervento di Roberta Scorranese, sul territorio umbro, avente per titolo “Chiese e palazzi. Una ricchezza fatta di armonie”.
La giornalista ha parlato anche della nostra Città, evidenziando la presenza, oltre all’Oratorio della Nunziatella, con il “Battesimo di Cristo” del Perugino, della “cattedrale di San Feliciano, il posto accanto al quale  Francesco d’Assisi si mise a vendere le stoffe del padre… c’è la casa natale di Giuseppe Piermarini, architetto famoso per aver ideato il Teatro alla Scala di Milano”: tutto ciò a detta della giornalista rappresenta “la vera ricchezza umbra”, che sta “in questa prossimità di cose diverse ma armoniche nel loro insieme”.
Ecco la via da seguire: una immagine armonica di Foligno fatta dalle nostre ricchezze, che vanno opportunamente valorizzate e  divulgate  attraverso idonei supporti promozionali: quindi oltre alle già note Foligno, Città della Stampa e Foligno Città Dantesca, anche  Foligno Città del Piermarini e Città di Francesco d’Assisi.
Tutto questo per far sì che Foligno, sia sempre di più oggetto di interesse  ampliando l’offerta e curando la cultura dell’accoglienza e del sorriso.
Torno ad evidenziare la necessità di allestire il più possibile eventi di ampio respiro e di portata che va al di fuori dei confini della nostra Città,  che possano contribuire efficacemente a far conoscere e quindi a far crescere la nostra Città sia pure in un periodo difficile come l’attuale.

Ricordo ai nostri lettori che a Foligno dal 12 aprile hanno luogo, come da molti anni, le Giornate Dantesche, organizzate dal Comitato di coordinamento per lo studio e la promozione della prima edizione della Divina Commedia (Foligno 1472) con le Lecturae Dantis e conferenze di sicuro interesse, ed alla fine del mese (27-30 aprile) la VII Festa Scienza Filosofia virtute e canoscenza, avente per tema “L’innovazione. Il futuro in mezzo a noi”, con la presenza di illustri relatori e studiosi di fama. Eventi di ampio respiro da valorizzare, dunque, sempre più.

ALFREDO OTTAVIANI

CONCORSO FOLIGNO IN FIORE: Finestre, Balconi, Chiostri fioriti – III^ edizione – Anno 2017

Dal 1° maggio si è aperta la terza edizione di Foligno in Fiore: finestre, balconi, chiostri fioriti che si concluderà il 30 giugno. Il concorso si rivolge ai residenti e alle attività commerciali del centro storico e si articola in quattro categorie:

a) Terrazze, balconi e finestre;

b) Giardini, cortili e chiostri interni;

c) Vetrine di attività commerciali/imprenditoriali;

d) Vie e piazze.

Le domande di iscrizione dovranno pervenire al Comune di Foligno entro il 7 giugno 2017.

Ulteriori informazioni sono consultabili nel sito del Comune di di Foligno  http://www.comune.foligno.pg.it/categorie/foligno-in-fiore-finestre-balconi-chiostri-fioriti?explicit=SI, presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico o la sede della Pro Foligno.

Editoriale marzo 2017 Bollettino Pro Foligno

PUNTARE SULLA SS 77 PER LA RIPRESA DEI TERRITORI COLPITI DAL SISMA

Pochi giorni fa è stato presentato a Foligno, alla presenza dei Sindaci dei due comuni e dell’Assessore Regionale alla Sanità Luca Barberini, dai “saggi” nominati dai Comuni di Foligno e Spoleto un documento chiamato “Progetto per una integrazione dei servizi sanitari ospedalieri e territoriali”, avente per obiettivo l’integrazione fra gli Ospedali di Foligno e Spoleto, per arrivare alla fine allo sviluppo di un Polo Sanitario Unico articolato su due sedi (Foligno e Spoleto).

Significativo al riguardo l’intervento del nostro Sindaco il quale ha affermato che  “Questo documento, al di là del merito che dovrà essere approfondito in incontri successivi, è di estrema importanza perché va nella direzione della creazione di un terzo polo sanitario dell’Umbria rivolgendosi, oltre che ai territori di Foligno e Spoleto, anche ad un’area che riguarda Assisi e Bastia Umbra. Voglio sottolineare che questo polo sanitario potrebbe rispondere alle esigenze di un’ampia fascia marchigiana, grazie alla vicinanza con le nostre strutture per l’apertura della nuova strada statale 77“.

Da queste parole emerge chiaramente  l’importanza della nuova arteria, non solo quindi quale volano di sviluppo dal punto di vista economico-commerciale, ma anche quale strumento di collegamento veloce ed efficiente per consentire un servizio sanitario di qualità esteso a territori altrimenti isolati e non raggiungibili in poco tempo.

Rileviano che dopo il Convegno del 3/7/2016 sul tema “Domenic@Colfiorito77 UNA STRADA PER RITROVARSI UNA MONTAGNA DA RISCOPRIRE”, organizzata dalla nostra associazione insieme ai nostri amici della Associazione Pro Camerino ed al Parco Regionale di Colfiorito innumerevoli sono stati i contatti ed incontri fra le due regioni attraversate dalla nuova arteria.

Da ricordare il recente Convegno dello scorso mese di febbraio Marketing e Turismo organizzato e promosso dall’Assessorato al Turismo di Porto Sant’Elpidio al quale hanno partecipato fra gli altri gli Assessori Regionali al Turismo: per l’Umbria Fabio Paparelli e per le Marche Moreno Pieroni (per Foligno era presente l’assessore al Turismo Giovanni Patriarchi) nel corso del quale si è discusso e confrontato con l’obiettivo comune di creare un’identità unitaria attraverso la quale promuovere sia il territorio Umbro che Marchigiano e attraverso la quale proporre degli itinerari unici per portare avanti un turismo nuovo ed esperienziale.

In particolare interessante ed a mio avviso da condividere pienamente è stato l’intervento dell’Assessore Regionale  marchigiano Moreno Pieroni il quale si è detto convinto che la migliore opzione per i nostri territori per far risalire le presenze turistiche sia la collaborazione tra tutti creando un gruppo di lavoro che sia subito operativo ed evitando “fughe in avanti” perché “questo è l’anno fondamentale per la ripresa. Se nel 2017 non recuperiamo la fetta di visitatori persa sarà ancora più difficile farlo in futuro. Per questo motivo bisogna raddoppiare l’impegno nell’immediato e risollevare il turismo, perché il turismo sarà il futuro”.

ALFREDO OTTAVIANI

Ritorno alle vaccinazioni (di Mario Timio)

L’OMS (Organizzazione Mondiale della
Sanità) ha alzato un cartellino giallo
contro l’Italia responsabile del calo
delle vaccinazioni, a causa di una propaganda
irrazionale e della diffusione
di false notizie scientifiche. A fronte
dell’80% di persone che vaccinano i loro
bambini, rimane circa il 20% contrario
alle vaccinazioni. Perché? Circa 10
anni fa viene pubblicato su Lancet,una
delle più autorevoli riviste mediche,
un articolo che mette in relazione la
vaccinazione trivalente contro morbillo,
parotite, rosolia, con l’autismo. Apriti
cielo! Si sospende il vaccino in Inghilterra.
Risultato: epidemia di morbillo
che causa la morte di oltre 1000 bambini.
L’episodio passa alla storia come il
Caso Andrew Wakefield, che influenza
l’opinione pubblica di molti genitori
europei, compresi italiani, e americani.
Nessuna vaccinazione. Negli Stati
Uniti un’altra epidemia(Disneyland
epidemics) di morbillo. Ne fa le spese
anche un bambino di 7 anni Krawitt
Rhett, guarito da leucemia non può
frequentare la scuola perché la presenza
di bambini non vaccinati lo espone
a rischio di contrarre il morbillo o la
varicella che per lui potrebbe essere
fatale. La notizia che ha fatto il giro
del mondo mette all’erta gli scienziati
che rivedono le modalità dell’articolo
di Wakefielf e scoprono che tutto era
una bufala. Costui infatti aveva avuto
un finanziamento di 500mila sterline
da un avvocato che avrebbe lucrato su
cause di risarcimento contro lo Stato
per danni legati al problema delle vaccinazioni.
E’ caduto allora il binomio:
vaccinazioni-autismo, ma il danno è
fatto e rimangono le conseguenze. Conseguenze
che si traducono in dubbi circa
i vantaggi-svantaggi della vaccinazione.
Allora più che comunicare ai genitori
che i vaccini non sono un rischio, si
dovrebbero mostrare loro immagini di
bambini con morbillo, rosolia, pertosse
e che se non si vaccinano i figli, si
espongono a rischi di gravi sofferenze
e al rischio di morte. Altro che autismo!
Come medico, mi associo alla campagna
pro-vaccinazione, con il consiglio
di portare i bimbi nelle sedi ASL ove si
somministra il vaccino polivalente, e si
pratica il richiamo, con un’ultima ma
non banale considerazione: la scoperta
dei vaccini si pone come la più importante
sfida medica contro le malattie dei
bambini e indirettamente degli adulti. È
una sfida quasi vinta; manca il vaccino
contro AIDS e Malaria che i ricercatori
stanno approntando per il bene dell’umanità,
con la certezza che non ci sarà
un secondo Caso Andrew Wakefield.
Concordo anche con il disegno di legge
governativo secondo cui non possono
iscriversi alla scuola elementare
i bambini non vaccinati. Salvo i rari
casi estremi. Ma il tutto è già polemica.

Vue de la place et de l’eglise de Foligno (di Piero Lai)

Nel catalogo del Salon di Parigi del 1841
figura al numero 642 una Vue de la place
et de l’eglise de Foligno di Edmond Du
Sommerard. Allo stesso autore appartiene
anche il numero successivo 643 che è una
Vue du Grand Canal de Venise. Nel 2005
il Comune di Foligno comprò sul mercato
antiquario un disegno di Edmond Du
Sommerard che raffigura foligno place,
datato 1840 e firmato. Il disegno raffigura
l’angolo nord di Piazza Grande, con il
Palazzo Trinci (prima del rifacimento
della facciata) e dell’ingresso secondario
del Duomo (prima, ovviamente, dell’intervento
di restauro novecentesco). In una
scheda tecnica pubblicata sul Bollettino
storico della città di Foligno si suggeriva
la possibilità che al Salon di Parigi fosse
stato effettivamente esposto il disegno
presente oggi nel Museo della Città di
Foligno in Palazzo Trinci. Ed invece non è
così. Perché in una raccolta privata italiana
esiste un quadro ad olio su tela, di cui
siamo venuti recentemente a conoscenza,
che riproduce perfettamente il disegno
che quindi ha avuto una funzione di
menabò, di appunto preparatorio. Anche
il quadro è firmato, ma la data è diversa,
quella del 1841, l’anno appunto del Salon.
Il disegno che misura cm 25 x 40 è uno
schizzo sommario, che lascia poco definite
le finestre del Palazzo delle Canoniche
e soprattutto accenna ad un solo piccolo
gruppo di personaggi (tre donne) in conversazione
davanti al Duomo. Il quadro
invece che misura cm 66 x 89 definisce
in tutti i particolari, le finestre e i negozi
sottostanti e arricchisce enormemente
il numero dei personaggi che occupano
la Piazza. tanto che il quadro assume
un’importanza rilevante anche per una
storia delle tradizioni e del costume.
Come è noto, Edmond Du Sommerard
(Parigi 1817-1885), figlio di Alexdandre
(1779-1842), non è personaggio
ignoto al mondo dell’arte. Archeologo,
collezionista, pittore, assunse alla morte
del padre la direzione delle raccolte del
Museo di Cluny, a Parigi, che ospitano
l’arte del medioevo francese. Ne è stato
direttore fino alla sua morte ed ha completato
l’opera lasciata incompiuta dal
padre Les Artes du Moyen-age. Disegno
e quadro potranno essere esposti in futuro
nelle sale del Museo che si affacciano su
quella Piazza riprodotta? E quale sorpresa
ne avrebbe Edmond se ritornasse a Foligno
come fece in quel fatidico 1840?

“Le Perle eLette”: Manzoni (di Maria Grazia Galeazzi)

È la conversione dell’Innominato la
seconda “perla” della Biblioteca Jacobilli.
A introdurre il discorso è Mons.
Cesarini che insiste sul valore di una
cultura che investa, attraverso parole
suoni immagini, anima e corpo ,
intelligenza e sensibilità. Una cultura
che possa essere profilassi contro lo
“sciocchezzaio”imperante. Relatrice è la
prof.ssa M. Gabriella Benedetti che offre
una sintetica ed efficace presentazione
del Manzoni, della sua formazione , del
forte senso etico che sempre lo animò
e della sua crisi interiore. Crisi che si
rispecchia in quella di Bernardino Visconti,
l’Innominato, uomo violento e
impietoso, ma con un forte senso dell’onore.
Mediatrice di grazia, per entrambi,
una donna: l’amata Enrichetta per il
Manzoni, l’umile e casta Lucia per l’Innominato.
Con le parole” Dio perdona
tante cose per un’opera di misericordia”
la giovane fa breccia nel cuore indurito
dell’uomo,che tuttavia già da tempo sentiva
dentro di sé il disgusto per la propria
vita scellerata e un senso di angoscia
per la morte che sentiva avvicinarsi. Il
pensiero che con la morte “non finisse
tutto” gli provocava un’inquietudine
crescente, acuita anche da una ancora
inconsapevole ricerca di Dio…”Se Lo
vedessi, se Lo sentissi!” Le parole di
Lucia gli rimbombano dentro, lo turbano
profondamente e dopo una notte insonne
e il pensiero a stento represso del suicidio…
il suono delle campane che squillano
per la visita del Cardinal Federico
Borromeo.Improvvisa la decisione di
andare ad incontrarlo. Il colloquio con
il “Testimone” di Dio lo aiuta a liberarsi
del “peso “ della sua anima intristita e il
misericordioso abbraccio scioglie il suo
cuore che prorompe in pianto. La successiva
lettura (M.Gabriella Benedetti,
Valter Romagnoli, Walter Matergia) fa
cogliere a tutti i presenti la bellezza del
brano nel quale Manzoni, attraverso la
psicologia del personaggio, ci ripropone
le sue ansie e il tormento interiore che
lo porta alla conversione. Infine un duo
chitarristico (Antonella Masciotti e suo
marito Angelo Bornaghi): “Nada te turbe”
(Nulla ti turbi). Il canone di Taizè
con le sue intense note penetra nei nostri
cuori e li investe completamente provocando
un senso di dolce serenità, un
vero abbraccio della misericordia di Dio.
Interessanti spunti di riflessione sulla
vita dell’autore e sull’attualità del
messaggio in una società che sembra
aver cancellato il divino ,ma che spesso,
anche senza rendersene conto, lo
cerca con ansia, concludono questa
serata di autentica cultura, della quale
ringraziamo di cuore don Dante.

L’immagine di Foligno nell’abside del duomo di San Feliciano (di Emanuela Cecconelli)

Il catino absidale della cattedrale di San
Feliciano è ornato da un dipinto in cui
compare una raffigurazione della città di
Foligno. L’opera fu eseguita da Francesco
Mancini per volere del notaio Giustiniano
Pagliarini; la scelta dell’artista,
che non incontrò un consenso unanime
(altri avevano fatto i nomi di Giuseppe
Nicolò Nasini e di Francesco Trevisani),
fu compiuta su suggerimento di Pietro
Canneti, erudito e monaco camaldolese
di Sant’Apollinare in Classe: nel
convento ravennate Francesco Mancini
aveva da poco completato gli affreschi
della biblioteca dello stesso Canneti,
commissionatigli nel 1713. Ci fu una
lunga discussione anche per scegliere
lo schema iconografico, e i cartoni non
furono consegnati se non nel 1722; il
dipinto venne eseguito l’anno seguente.
La decorazione rappresenta, al centro
della volta, San Feliciano in gloria e,
sulla lunetta dell’abside, San Feliciano
che consegna la città di Foligno alla
Religione: qui la Religione è raffigurata
come una donna, in abito bianco, che
tiene in mano una croce, mentre in basso
si vede san Michele Arcangelo che
schiaccia il demonio e sulla destra san
Feliciano con in mano una sorta di plastico
di Foligno. L’immagine in miniatura
della città mostrata dal santo folignate
comunica con immediatezza la funzione
esercitata dal patrono nei confronti dei
fedeli di un determinato territorio: si tratta
di un espediente iconografico dal sapore
spiccatamente arcaizzante, assai efficace
per ribadire il ruolo fondante del culto
tributato ai cosiddetti defensores civitatis.
A sinistra della composizione dipinta da
Francesco Mancini si vede san Giovanni
Battista che indica la scena ad un gruppo
di santi e beati locali: si riconoscono Pietro
Crisci, Angela da Foligno e Angelina
da Montegiove. Dietro di loro c’è anche
una piccola figura in ginocchio, probabilmente
il ritratto di Giustiniano Pagliarini.
Importante notaio originario di Annifo,
Giustiniano Pagliarini nacque il 17
luglio 1666, da Bartolomeo Pagliarini e
Caterina Marchetti, e morì il 5 giugno
1740. Noto per essere stato fra i fondatori
dell’Accademia dei Rinvigoriti e della
Colonia Arcadica Fulginia, Giustiniano
non si occupò solo di atti notarili, ma
anche di letteratura e di poesia, partecipando
attivamente alla vita politica della
sua città. In ambito letterario si ricorda
in particolare che, all’interno dell’Accademia
dei Rinvigoriti, Giustiniano
curò, insieme ad Angelo Guglielmo
Artegiani, Giovanni Battista Boccolini
e al citato Pietro Canneti, l’edizione del
1725 del Quadriregio di Federico Frezzi.
Per Giustiniano Pagliarini Francesco
Mancini eseguì anche i disegni per gli
stucchi dell’oratorio di San Pietro ad
Annifo, realizzati da Gioacchino Grampini.
Oggi purtroppo assai deperiti, questi
stucchi e l’intero oratorio avrebbero urgente
bisogno di un restauro. Le notizie
riguardanti questo piccolo edificio sacro
si apprendono da una memoria vergata
dallo stesso Pagliarini, conservata nella
Sezione di Archivio di Stato di Foligno. Il
vescovo di Nocera Umbra Marco Battista
Battaglini assegnò la gestione dell’oratorio
a Giustiniano per i legami esistenti
da secoli fra questo luogo e la famiglia
Pagliarini: lungo la parete d’altare corre
un’iscrizione grazie alla quale si ricava
che l’affresco quattrocentesco sulla parete
d’altare era stato realizzato da Fino e
Giaco Pagliarini, antenati di Giustiniano.
Francesco Mancini, nato a Sant’Angelo
in Vado nel 1679 e morto a Roma
nel 1758, fu allievo di Carlo Cignani a
Forlì e a Bologna, e venne introdotto
alla pittura accademica sulle orme dei
Carracci. Assai stimato dai contemporanei,
veniva apprezzato soprattutto per
i toni chiari e luminosi delle sue opere.
In Umbria sue pitture sono conservate,
oltre che a Foligno, a Bevagna, Città di
Castello, Perugia. A Foligno eseguì anche
alcune opere oggi andate distrutte o non
rintracciate, due delle quali strettamente
legate all’impresa decorativa del duomo
folignate: un bozzetto per il San Feliciano
in gloria e un Ritratto di Maria
Battista Vitelleschi (1698-1725), figlia
di Anna Flaminia Vitelleschi, che finanziò
in parte l’affresco della cattedrale.

La legittima difesa Prestigioso riconoscimento alla “Fondazione Barbanera 1762” (di Luciano Cicioni)

Non è punibile chi commette il fatto
se ha agito per “legittima difesa” e
cioè (per dirla in parole povere) se ha
reagito all’aggressione di qualcuno.
La legge vuole che la difesa sia
proporzionata all’offesa; io non posso
prendere a bastonate chi mi bersaglia
con delle palline di carta o con altri
oggetti pressoché innocui. Se no, c’è
l’eccesso colposo di legittima difesa
o peggio.
Poi c’è la legittima difesa “putativa”.
Istituto noto anche alle matricole
di giurisprudenza. Si ha quando
si sopravvaluta, ma senza colpa,
la gravità d’una minaccia o di una
aggressione e si mette in campo una
reazione inadeguata. Anche in questo
caso, se l’errore è incolpevole, non si
è puniti.
A scuola si faceva quest’esempio: se
in una strada buia un tizio mi si para
davanti e mi spiana contro la sua pipa
Elvira Luisa Remoli
Abbiamo con piacere e sano orgoglio
campanilistico avuto notizia dalla
dirigenza della “Fondazione Barbanera
1762”, nella persona del Signor Feliciano
Campi, di un importante riconoscimento
da parte dell’UNESCO che onora tutte
quelle attività che si distinguono
a livello mondiale. L’UNESCO ha
infatti accolto la Collezione degli
Almanacchi Barbanera 1762 – 1962
tra i documenti che hanno segnato
la storia dell’umanità nel prestigioso
Memory of the World. L’Unesco ne
sottolinea “il valore universale” e
riconosce la Collezione Barbanera
quale “simbolo di genere letterario
che ha contribuito a creare cultura
di massa.” La Collezione Barbanera
viene quindi posta al fianco di quei
beni documentari che hanno nutrito
lo spirito e l’immaginazione di intere
generazioni come la Dichiarazione
dei diritti dell’uomo e del cittadino,
Il Diario di Anna Frank, le favole
dei fratelli Grimm… La Pro Foligno
si congratula con la Fondazione
Barbanera per l’alto riconoscimento
che onora tutti anche tenendo conto
di quale importante ruolo ha avuto
sempre la Stampa nella storia e nel
vivere quotidiano della città.
ed io la scambio per una pistola e sparo,
il mio gesto non è punibile perché si
tratta di legittima difesa putativa. Ma
se la cosa avviene in pieno giorno e la
pipa è chiaramente visibile, la legittima
difesa non posso invocarla perchè
sono in colpa nell’aver scambiato per
pistola una pipa.
E veniamo alla cronaca: oggi
sono frequenti immissioni notturne
o diurne di ladri (o ladruncoli) nelle
case abitate da anziani soli
per alleggerirli dei risparmi,
costringendoli magari a
suon di botte a rivelarne il
nascondiglio. Qualcuno,
legato e imbavagliato col
nastro adesivo, ci lascia la
pelle perché muore soffocato.
Problema: se io che vivo
solo e conosco i fatti della
cronaca, sono svegliato di
soprassalto nel cuore della
notte e mi accorgo che una o
più persone si aggirano per la
casa, son abilitato ad usare la pistola
se ce l’ho?
Dovrei prima accertarmi di quali
persone si tratta, a quale etnia
appartengono, quali comportamenti
sono usi adottare in simili casi (cioè
se fuggono o se aggrediscono il
derubando), controllare se hanno armi,
se sono muniti di nastro adesivo e di
cordami o di bombolette di sonnifero
e poi agire… proporzionalmente?

Prestigioso riconoscimento alla “Fondazione Barbanera 1762” (di Elvira Luisa Remoli)

Abbiamo con piacere e sano orgoglio
campanilistico avuto notizia dalla
dirigenza della “Fondazione Barbanera
1762”, nella persona del Signor Feliciano
Campi, di un importante riconoscimento
da parte dell’UNESCO che onora tutte
quelle attività che si distinguono
a livello mondiale. L’UNESCO ha
infatti accolto la Collezione degli
Almanacchi Barbanera 1762 – 1962
tra i documenti che hanno segnato
la storia dell’umanità nel prestigioso
Memory of the World. L’Unesco ne
sottolinea “il valore universale” e
riconosce la Collezione Barbanera
quale “simbolo di genere letterario
che ha contribuito a creare cultura
di massa.” La Collezione Barbanera
viene quindi posta al fianco di quei
beni documentari che hanno nutrito
lo spirito e l’immaginazione di intere
generazioni come la Dichiarazione
dei diritti dell’uomo e del cittadino,
Il Diario di Anna Frank, le favole
dei fratelli Grimm… La Pro Foligno
si congratula con la Fondazione
Barbanera per l’alto riconoscimento
che onora tutti anche tenendo conto
di quale importante ruolo ha avuto
sempre la Stampa nella storia e nel
vivere quotidiano della città.